La mia contemplazione

La mia contemplazione
nel silenzio del cuore

mercoledì 6 marzo 2013

HO SFIORATO IL VELLO DELLA NOTTE


HO SFIORATO IL VELLO DELLA NOTTE

Ho sfiorato il vello della notte
con le mani del cuore,
solo a cercare dove fremesse
dove vibrasse l'anima
di quella sacra terra
che ha visto il Figlio di Dio
e ne ha udito la voce.

Nessuno mai sarà solo
dopo quella notte.
Neppure gli alberi
della foresta. Neppure
i nidi infreddoliti.

Si affollano i colori
si confondono nella memoria
in un mormorio d' acque
di pietra e luce a sostenere
fragili arcate di gratitudine
in questo grembo ovunque
d'indaco.

Come il dramma della fede
nella certezza dei passi,
in quello strano bagliore
di rosso e d'immobilità
nel freddo degli spazi
interplanetari.

Svanita nella bruma del mare
l'ultima stella
ha risvegliato l'aurora
squarciando segreti.
Come il vento che annusa
i caprifogli e incrina
dell'attesa il silenzio.

mercoledì 24 ottobre 2012

A MIA MADRE

Infranto il mistero
nel chiarore del mio ricordo
un’ ombra apparirai.
Non diversa
da com'eri in vita.
Solo il paesaggio muterà
in un nembo di foschia
e sole.

Identica
ma prossima al candore
del cielo
passerai senza parole
sfiorandomi
il cuore.

Io ti vedrò nel vago
degli sguardi serali
nel ritardo dei fuochi
che si spengono
in un ago di luce
che trema
un poco ancora
sull’orizzonte
del mare.








giovedì 2 febbraio 2012

COME SCRIVERE DI TE

Come scrivere di te
se sei stelo al cielo
giglio fiorito al dono
di una sillaba
greve di eternità?

Come scrivere l’attesa
su ciotole di mirra.
La brezza del vento
fra gli ulivi rossi.
Il profumo appeso
alle aurore, le stelle
che dipingono il cielo.
L’acqua delle fontane
l’anfora colma?

Leggero è il tempo
nel pensiero
come un fiocco di neve.
Un minuscolo germoglio
del nostro fiato
tra il canto delle pietre
nel grembo notturno
della nostra storia.

L’ombra si dilata
ad ogni guizzo di luce.
Come una perla
in mezzo alla sabbia
sulla riva del mare.


       












venerdì 18 novembre 2011

HO LASCIATO IL TEMPO

Ho dissetato il mio campo
con la rugiada della notte
e i tralci della vigna
e il melograno
in mezzo alla quercia
e al tiglio
con il bagliore delle stelle.
Ho lasciato il tempo
insieme al rovo e al pruno.
Un battito d'ali di creta
come ocra brillante
di Castiglia
nel silenzio d' una pausa
del vento
del colore del mare.

Ed è un salmodiare
il mio sospiro
dalla freschezza
del legno di cedro.
Pieno di sentieri
di strade di Palestina
di vie
che si irradiano
nel pensiero
come attorno a un chiostro
medievale.

Un fiato nella notte
del cuore.

sabato 23 luglio 2011

NELL'IMPENSABILE

Vorrei comprendere
la tua assenza nell’impensabile
che lacera il cuore.

Oggi, anche il sole
pare lontano
ovattato di foschia
nell’alba
dai contorni rosati
leggeri come rugiada
come un soffio di luna.

Vorrei solo comprendere
la tua assenza
nel silenzio
lungo della chiesa vuota
dove si appoggiano
i pensieri.

Vorrei comprendere
la tua assenza dai miei passi
pesanti come il dolore
sull’asfalto nero del tempo.

Vorrei solo comprendere perché
la tua assenza mi toglie
il respiro. E il cielo stellato
è meno vivo nella notte
profonda più del mare.

(da: Nel silenzio della memoria)
       Edizioni Helicon

MADRE COSI

Madre
così preziosa al cuore!
Eppure
davanti a Te
non ho saputo
vedere la bellezza.

Io piango,
Madre,
adesso
per questa povertà
del sentire
frastornato
dal repentino impatto
con l'opaco
muro
del silenzio.

Oggi,
in umile ascolto,
sillabando
i colori caldi dell'orizzonte
sul grande mare,
io Ti rivedo
scolpita nel pensiero
che Ti vorrebbe
luce che trapassa
le pareti
del tempo e dello spazio
alla scoperta d'archi
che conducono
gli uni agli altri
nella latitudine più profonda
della memoria.
Dov'è l'assoluta Tua
bellezza.

(Da Nel sussurro del vento)
      Guido Miano Editore

UN RARO FIORE

Di te sapevo soltanto il nome:
Celina. Non capivo ancora
che tu fossi il raro fiore
che il mondo cercava.

E mi sono lasciata condurre
su sentieri azzurri
dove il rosa scandisce estatiche
porte di cedro. E io sento
i passi che mi hanno
condotta nella meraviglia
come ali silenziose e raggianti
là dove ogni fatica si dilegua
nell’impeto di un coro stellato.

Così, ho pregato ciò che posseggo
di più luminoso,
ho pregato il mio stupore.

Quando labbra di pergamena
dissaldano la stretta mappa
sul tesoro che tu sei per noi
e imprime negli occhi la sua urna di sole
ognuno ti vorrebbe per sé.
Ma ormai il tuo oceano d’amore
è per la moltitudine
che attraversa la notte
per giungere dove tu,
raro fiore, ti sveli e ti riveli
nel puro silenzio della solitudine
accesa nelle roventi
frange di sabbia che ti celano.

Ma a tendere l’ascolto, il silenzio
arso mi fa precipitare in una voce
umida come le valli bianche
che levitano nel mattino.

L’orizzonte si genuflette
al vento avvitato in petali
nell’aspra chiarità del cielo.
E tu raro fiore di bellezza
sei un danzante respiro di seta
della misericordia di Dio.
Rimarrà sulla polvere
la tua impronta tessuta con i fili
della luna sul mare.

Mentre la mia penna si scioglie
dove supremo è il disegno di luce.

Come parlare di te, Celina,
come raccontare la tua alba d’anima
l’oceano in tumulto
che ti colmava di gioia e di stupore
e di riverenza per quel suo fremere
immenso e profondo?
Come raccontare il tuo sguardo
smarrito di cielo?

La mia penna si sfalda dove perpetua
è la corrente dell’ombra divina.

Ma tu, raro fiore
nelle mani dell’Altissimo
sei diventata come un narciso di Sharon
come un giglio delle valli.
Il tuo profumo si spanderà
come un melo tra gli alberi
della foresta.

Oh, correte figlie di Brigida Morello,
correte e guardate la più bella
tra di voi, vestita con la tunica
regale e sul capo la corona della gloria.
La più cara in terra d’India.
Perché “al Re è piaciuta
la sua bellezza!”.